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  • prendashanseaux

Il ripetersi delle cose



Vi è mai capitato di trovarvi esattamente nello stesso punto in cui vi trovavate un anno prima? A me si, più volte.


Come se il tempo non fosse lineare ma a forma di spirale, fluttuante verso l'alto. Come se ciclicamente ci venisse riproposta la stessa situazione, la stessa dinamica, a volte anche lo stesso luogo. Ciò nonostante è come se avessimo l'opportunità di poter osservare e vivere tale situazione con uno sguardo più ampio, come se la vita, con la sua ironia volesse metterci alla prova per mostrarci se abbiamo o no imparato la lezione.


Oppure è lo spirito stesso a farlo?! a condurci verso ciò che dobbiamo imparare?!





Durante questo viaggio siamo stati messi alla prova tantissime volte. Scegliere di seguire l'istinto ed il cuore ci fa uscire dalle zone confort che ci siamo costruiti durante tutta una vita e che, come dice la parola stessa, ci fanno stare comodi e protetti, ma che in realtà ci impediscono crescere. E' stato proprio il desiderio di uscire da questa condizione di “comodità” che ci ha spinto ad intraprendere questo viaggio di ricerca, e dal momento che cuore, mente e spirito si sono allineati nel prendere una decisione, tutto si è manifestato velocemente, ed in un attimo ci siamo ritrovati in piena pandemia a trasferirci da Parma agli Apennini Modenesi, dove una piccola comunità composta da 3 famiglie chiamata “Ca Ramoscelli” ci ha accolti.




E' li' che tutto è iniziato , è lì che abbiamo incontrato le nostre compagne di viaggio Lucia e Valeria, è lì che abbiamo fatto il primo ciclo di residenza nel bosco, ed è proprio lì che siamo ritornati a distanza di un anno per fare insieme la nostra prima capanna sudatoria. Ci è arrivato l'invito da parte di Alice, amica e sorella con la quale abbiamo condiviso un bel pezzo di cammino a Ca ramoscelli, posso ancora ricordare la sua voce piena di entusiasmo e di gioia all'idea che avremo costruito la capanna sudatoria nel bosco all'interno del terreno gestito dalla comunità.




Per noi l'emozione è stata enorme, avevamo pulito con grande cura e rispetto quello spazio nel bosco per accogliere il ritiro “GAIA-i servi della terra-”, fremevamo all'idea di ritornarci per questa nuova esperienza. Abbiamo un ricordo speciale di quando per la prima volta abbiamo fatto i servi della terra, quella è stata la prima occasione di connessione profonda con la natura e con noi stessi. Sono arrivati proprio in questo luogo segnali inequivocabili che la strada intrapresa era ed è semplicemente quella giusta per noi.


Abbiamo dedicato molto tempo alla cura del bosco e a lasciarci curare da esso. Era evidente che molto tempo era trascorso dall'ultima volta in cui qualcuno si era preso cura di quei luoghi, nonostante le difficoltà tutte le nostre fatiche sono state ripagate da ciò che questo ritiro ha lasciato in ognuno di noi. Ad un anno di distanza, sapere che quello spazio diventerà uno spazio di cura e guarigione mi riempie il cuore.




Una delle soddisfazioni più grandi che personalmente stò accogliendo da questo percorso è sapere che le nostre azioni, il nostro passaggio, creano occasioni concrete di scambio, incontro e trasformazione e che ogni spazio boschivo che abbiamo curato e abitato è stato poi riutilizzato dalle comunità in varie forme, c'è chi addirittura gli ha dato un nome, come nel caso di in our garden, a Cagliari, che ha chiamato la zona del terreno “spazio Gaia”


Ecco che a distanza di un anno esatto, ci ritroviamo ad abitare questo luogo e a vivere questa straordinaria esperienza di cura e guarigione che è la capanna sudatoria, meglio chiamata Temazcal.


Ma di questo parlerò nel prossimo articolo.


Pace e amore. Fabio

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